Continuo con questo volume, il lavoro di pubblicazione dei manoscritti ritrovati di Lev Fuscèz, per assolvere la promessa fatta. Quando alcuni anni fa decisi di abbandonare la città per ritirarmi in cima a una montagna, “bruciando le navi” della vita scorsa, in uno dei bauli destinati al macero per mancanza di spazio, mi cadde in mano un plico nero dal titolo “SCRITTI” Lev Fuscèz’. Mi prese un colpo. In un attimo fui catapultato in un passato remoto e antichi ricordi presero il sopravvento e il cuore si colmò di gioia, “Lev….Quanti anni…” sospirai. Ma subito dopo questo idillio della rimembranza, mi prese un terribile sconforto, non avevo mantenuto la parola data, e come un colpo sordo al cuore ricordai di aver fatto a Lev una promessa: quella di far pubblicare i suoi scritti, a lui così cari. Confesso a me stesso di essere stato un bastardo, di non aver adempiuto a quella parola data, e bando alle ragioni, alle recriminazioni e a quant’altro la subdola mente si possa inventare a supporto delle proprie ragioni, del perché e del per come ciò non fosse potuto accadere, resta comunque il fatto, che gli scritti di Lev non sono mai stati pubblicato, perché abbandonati e da me dimenticati nel baule della cantina. Dunque non avevo adempiuto a quell’obbligo preso per affetto di fratellanza, dovevo necessariamente riparare.Questo terzo libro viene a colmare questa mia mancanza, ahimè, ad otto anni dalla sua scomparsa.
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